L’invenzione della stampa

La stampa a caratteri mobili sarebbe stata inventata nel 1041 dal cinese Bi Sheng. L’invenzione presentò un difetto: essendo fatti di argilla, i caratteri si rompevano molto facilmente. Wang Zhen, un funzionario, nel 1298 introdusse un tipo più resistente di caratteri, ottenuti intagliando del legno, e sviluppò un complesso sistema di tavole girevoli e associazioni tra numeri e caratteri cinesi che miglioravano la resa qualitativa.

La transizione dai caratteri in legno a quelli in metallo venne attuata in Corea durante la dinastia Goryeo, e fu attribuita a Chae Yun-ui. Si ha notizia di libri stampati con caratteri mobili in metallo in Corea fin dal 1234, anche se il testo più antico esistente è del 1377. In Cina i caratteri mobili in metallo vennero introdotti solo all’avvento del pioniere della tipografia, Hua Sui, nel 1490. Da quella data in Cina vennero usati caratteri mobili sia in legno che in metallo.

La tecnologia impiegata in Asia potrebbe essersi diffusa in Europa attraverso le vie di commercio per l’India o per il mondo arabo, ma non si ha alcuna prova o testimonianza che Gutenberg (inventore della stampa a caratteri mobili nel mondo occidentale) possa esser stato a conoscenza dei caratteri mobili usati in Corea. Alcuni autori hanno avanzato questa ipotesi e, sulla base del fatto che i caratteri mobili nella stampa in Asia risalgano al 1234, si domandano se non ci sia stata una comunicazione tra il mondo orientale e l’Occidente [5]
Lapide commemorativa della prima stampa di data certa in Piemonte, a opera di Baldassarre Cordero di Mondovì nel 1472.

Johann Gutenberg, nato a Magonza, in Germania, rivoluzionò la tecnica di stampa verso la metà del XV secolo, periodo che si considera l’inizio dell’era classica della stampa. Johann Fust e Peter Schöffer sperimentarono con Gutenberg questa nuova tecnica a Magonza. La stampa a caratteri mobili utilizzata in Asia, basata molto sul lavoro manuale, ha praticamente cessato di esistere dopo l’introduzione della tecnica di Gutenberg in Cina nel XIX secolo.

Gutenberg cominciò ad utilizzare degli inchiostri con una base oleosa, sostanza che aveva un effetto più duraturo rispetto agli inchiostri utilizzati precedentemente con base acquosa. Avendo lavorato come orefice professionista, possedeva già delle conoscenze riguardo la lavorazione e l’uso dei metalli. Gutenberg fu il primo ad impiegare una lega di piombo, stagno e antimonio, che era essenziale per produrre caratteri duraturi per stampe di alta qualità [6]. Per arrivare a questa lega, Gutenberg creò una speciale matrice con dettagli molto precisi. Dopo un anno di sperimentazioni, pubblicò la prima stampa a colori. La più famosa opera stampata da Gutenberg fu la Bibbia, tirata in 180 copie.

Ispirandosi ad un torchio per l’uva, inventò anche una pressa per la stampa che rivoluzionò la produzione e la diffusione dei libri. La stampa a caratteri mobili si diffuse rapidamente al di fuori della Germania grazie a tipografi che emigravano o ritornavano ai paesi d’origine. La prima tipografia impiantata fuori della Germania fu opera di Johannes Numeister, concittadino e allievo di Gutenberg, che aprì a Foligno una bottega tipografica nel 1463 [7]. Il primo libro stampato fuori della Germania fu invece opera di Konrad Sweynheym e Arnold Pannartz (il primo della diocesi di Magonza e il secondo di quella di Colonia). Chiamati presumibilmente dal card. Nicola Cusano a Roma [8], furono ospitati nel monastero di Santa Scolastica di Subiaco (65 km dall’Urbe). Nel 1464-65 pubblicarono un Donato minore (ora disperso), e il De oratore di Cicerone. Una pressa come quella di Gutenberg venne costruita a Venezia nel 1469; nel 1500 la Serenissima contava ben 417 editori. Venezia in questo senso fu una città molto fertile, anche grazie a editori e tipografi quali Aldo Manuzio (le cui edizioni, denominate “aldine”, sono ancora oggi molto pregiate), Francesco Marcolini da Forlì ed altri. A Roma, durante gli anni 1467-1500 furono stampati ben 1.825 titoli.

Nel 1470 Johann Heynlin costruì una pressa a Parigi. Il 5 e 6 aprile 1472 sempre a Foligno venne stampato da Johannes Numeister e dal folignate Evangelista Mei,[9] il primo libro in lingua italiana: la Divina Commedia. Nel 1473 Kasper Straube pubblicò l’Almanach cracoviense ad annum 1474 a Cracovia. Nel 1476 una pressa fu montata in Inghilterra da William Caxton. L’Italiano Giovanni Paoli (più noto col nome spagnoleggiante di Juan Pablos)[10] montò una pressa importata a Città del Messico nel 1539. Stephen Day fu il primo a costruire una pressa nel Nord America nel 1637, nei pressi della Massachusetts Bay.

> Fonte Wikipedia