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Antonio Paradiso scultore – antropologo

Antonio Paradiso è nato a Santeramo in Colle (Bari) il 26 febbraio 1936.
Sin da giovanissimo, insieme alla sua famiglia era già dedito a svolgere i lavori agricoli, compreso il pascolo degli animali che governavano. Ed è proprio in quel territorio, a cui è rimasto sempre fortemente legato, che si è forgiato il suo carattere e il suo innato spirito di osservazione della natura.

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Il territorio santermano è compreso nell’altopiano della Murge, formato da pietra calcarea, che fa parte delle ultime propaggini dell’Appennino lucano ed è destinato principalmente a pascoli, mentre la parte più meridionale è una zona pianeggiante con terreni coltivabili e abbastanza fertili. Il territorio è abbastanza variegato, sono presenti boschi di querce di una certa rilevanza, popolati da fauna stanziale e migratoria, di cui uno insiste su una gravina, chiamato appunto il bosco della Gravinella, e pinete tra cui la Pineta Galietti, in via Acquaviva.  Inoltre alcune ampie zone rocciose, completamente incolte, danno la sensazione di un paesaggio lunare o come scriveva Sebastiano Grasso sul Corriere della Sera del 16 ottobre 1988: “Paradiso è nato nelle Murge (dove il deserto roccioso richiama quello del Sahara), a due passi dai Sassi di Matera. Insomma, per anni egli è rimasto immerso in una architettura spontanea, scaturita per esigenze di sopravvivenza. Qui l’antropologia non era una materia d’esame universitario, ma una condizione di vita. Prima di ritrovarsi artista, Paradiso s’era scoperto uomo. E così s’era messo a cercare i segni di lontane presenze nelle pietre, negli usi e costumi, nel paesaggio naturale, in miti e riti della sua terra. Miti e riti che egli riviveva in maniera suggestiva e, quindi, riproduceva nelle sue opere”.

Il volo degli uccelli è uno dei temi ricorrenti delle sue esecuzioni artistiche. Sono tantissimi i manufatti di varie dimensioni e forme, della serie “Volo” e di altri soggetti realizzati in pietra di Trani e di altri materiali, che sono sparsi in diversi luoghi. E’ possibile ammirarli anche a Santeramo, alcuni in piazza Simone di fronte al Municipio, e altri, tanto per citarne solo una parte, nelle sue immediate vicinanze, come al Parco Scultura La Sgabella in territorio di Laterza (Taranto), a Gioia del Colle, a Bari nel Parco 2 Giugno dove è esposta una ”Meridiana”, alta più di tre metri e mezzo. Altre sue creazioni sono state realizzate in pietra di Carparo, in acciaio e in altri differenti metalli oltre che in china e acrilico su carta. Una famosa ditta italiana di ceramiche, nota in tutto il mondo, qualche tempo fa lanciò sul mercato una collezione di successo con le decorazioni “Il volo” di Antonio Paradiso, e per l’occasione, l’artista realizzò più di un centinaio di prototipi (disegni).
Antonio Paradiso ha studiato scultura all’Accademia di Belle arti di Brera a Milano, con Marino Marini. Ha esposto le sue opere in numerose sedi in Italia e all’estero, tra cui i Musei d’Arte Moderna di Dortmund, Helsinki, Colonia, Los Angeles, Belgrado, Rimini, Verona, Ferrara, Portofino, Reggio Emilia, Alberobello.

Nel 1978 partecipò alla Biennale d’arte di Venezia con una performance molto originale con protagonisti un toro vero e una mucca meccanica, suscitando un grande clamore mediatico. Paradiso è principalmente scultore, ma anche performer, pittore e video maker. La sua ricerca si è rivolta principalmente all’uomo, al suo passato, anche quello più remoto. Ha studiato riti e religioni del passato, viaggiando nel deserto del Sahara e nell’Africa tropicale, unendo un approccio scientifico alla sua arte antropologica.
Nel 2013 ha pubblicato il libro” Ritratto del Sahara” dove espone il resoconto dei suoi vent’anni di spedizioni in Africa, della durata da 20 giorni a sei mesi ciascuna, con altri compagni di viaggio.

Il 30 maggio 2015 si svolse al Parco Scultura La Palomba di Matera una mostra dallo stesso titolo, dove fu presentato il cofanetto che raccoglie l’intero reportage del Sahara, con scatti dal 1970 al 1990, composto da ben 420 foto, un’opera realizzata in pochissimi esemplari per le edizioni di Mudima – Milano.
È suo l’allestimento del “Parco Scultura La Palomba” a Matera, un sito archeologico ed ex cava di tufo, all’interno del Parco Regionale della Murgia, un luogo dove arte e natura s’incontrano, con installazioni e opere di Paradiso e di altri artisti (Nagasawa, Carrino, Mainolfi, Mattiacci, Spagnulo, Staccioli, Trotta).

Michele Nuzzi