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Michele Nuzzi: “Personaggi di Santeramo, la mia terra ed io”

Il 15 novembre 2018, nella sala dell’Agenzia Immobiliare di Luciano Pavone,
il giornalista Michele Nuzzi

ha presentato il suo libro:

PERSONAGGI di SANTERAMO, la mia TERRA ed IO

img_libro_Michele-NuzziIn una bella ed accogliente sala, messa a disposizione dall’amico Luciano Pavone, il libro è stato introdotto dal padrone di casa, appunto Luciano, il quale ha fatto una breve premessa informando la platea che in quella sala ogni quindici giorni si tiene un appuntamento dedicato alla cultura e pubblicizzando prossime iniziative di carattere umanitario il cui ricavato sarebbe stato devoluto per cure dei bambini. L’autore ha quindi fatto una breve introduzione al suo libro.

Luciano si è, poi, subito calato nel merito del tema della serata   incalzando Michele Nuzzi con diverse domande, la prima delle quali sulla fonte di ispirazione che lo ha indotto a realizzare quest’opera.

Per restare sempre nel merito del libro, Luciano ha cominciato a discorrere commentando la bella e panoramica (che a mio avviso rappresenta praticamente l’identità del nostro territorio) copertina tratto dal quadro “Primavera”, realizzato ad olio su tela dalla pittrice Gina Valentino, presente in sala, ed omaggiata da un caloroso applauso.

Nel corso dell’intervista l’autore del libro ha citato e rimarcato con forza l’amore per il nostro territorio e per la nostra storia, sottolineando come dei personaggi che hanno dato lustro alla nostra cittadina meritavano di essere solennizzati ed immortalati in un libro ad essi intitolato e dedicato.

Poi Luciano ha chiamato il Creative Designer Michele Morisco, che ha realizzato il progetto grafico di questo splendido volume, nei confronti del quale Michele Nuzzi ha rivolto degli elogi sperticati per la qualità del lavoro fatto ed esternato una gratitudine profonda per averlo fatto gratuitamente!

Indi, si è passati ad un accenno alla prefazione elaborata dallo scrittore dott. Mario Bitetti che ha sottolineato l’importanza di esaltare la nostra storia, il nostro territorio, i nostri “eroi”.

In seguito Luciano ha sollecitato l’intervento della dott.ssa Anna Vita Perrone, Dirigente Sezione Biblioteca e Comunicazione istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia.
Anna Vita si era segnata diversi punti che poi ha sviluppato, evidenziando come l’autore narrando anche di sé abbia, inconsciamente, messo a nudo la sua interiorità più profonda, sincera ed umana. Anna Vita disquisendo del libro ha preso lo spunto da alcuni tratti dello stesso per rievocare la bellezza dei rapporti umani, la vitalità delle antiche tradizioni, la condivisione dei problemi, la solidarietà e l’importanza del rispetto di tutti quelli che ci stanno attorno.

modello_copertina_+CM_esternoNel corso della serata Michele Nuzzi ha ricordato con particolare enfasi la figura di Pinuccio Silletti, riconoscendogli il merito di averlo incoraggiato a scrivere su Partecipare sostenendo che Michele Nuzzi aveva il dono della sintesi.

Fra gli altri interventi ci sono stati quelli del signor Fabrizio Labarile che, in senso bonario, poneva una provocazione: perché con la nostra bella storia, i nostri fulgidi personaggi ed eroi, locali e nazionali, la nostra comunità non riesce a progredire? Naturalmente alla domanda penso che nessuno dei presenti avrebbe potuto dare una risposta, Ma ce la conserviamo come monito.

E’ stato chiamato a portare il suo saluto anche il più giovane dei personaggi, il dottor Daniele Bitetti, ideatore su Facebook del sito “Sei di Santeramo se ….” che ha riscosso e riscuote un notevole seguito. Daniele, dall’alto della sua profonda modestia, si è subito schermito sostenendo di non aver nessun titolo per essere messo al cospetto di tanti personaggi così illustri che hanno fatto la storia di Santeramo, primo fra tutti don Pierino. Comunque ha fatto un brillante intervento, spiegando, su domanda di Luciano Pavone, come nacque la sua personale iniziativa su Facebook, ma ponendo l’accento, soprattutto, sulla fierezza della propria appartenenza. “Non dobbiamo avere paura di rivendicare la nostra identità. Dobbiamo essere fieri della nostra storia e non nasconderci dietro ad altri paraventi, come siamo della provincia di …. Noi siamo di Santeramo e noi siamo Santeramo!”.

Dopo di che, siccome più volte nel corso della serata è venuto fuori il nome di don Pierino Dattoli, il suo spirito aleggiava fra di noi (secondo me lo spirito del nostro amato sacerdote aleggia sempre fra i suoi fratelli santermani), Luciano ha invitato il cognato, alias Vito Tritto –presente con la moglie Tina, sorella di don Pierino-, a tributare un omaggio alla memoria di questa figura adamantina del nostro tempo. E il signor Tritto ha rivelato delle pagine toccanti sugli ultimi istanti di vita di don Pierino.
Infine ha portato il suo saluto l’ex dirigente scolastico Franco Nuzzi che ha sottolineato che non basta amare il proprio territorio per essere al posto con la propria coscienza ma dobbiamo profondere il massimo dei nostri sforzi per valorizzarlo.

Che dire, in conclusione, una piacevole serata condita dall’armonia e da una sentita partecipazione.

Il libro è gradevolissimo, scorrevole e dà uno spaccato della nostra storia più recente illustrando le figure di alcuni suoi emeriti concittadini che hanno fatto grande la nostra Santeramo.

Mario Bitetti

L’autore vuole essere protagonista, sia pur in tono minore, della storia che ci racconta, ma soprattutto vuole essere fedele testimone della sua terra ed esternare un  segno di gratitudine alla stessa; vuole recitare il ruolo di cantastorie ed illustratore  dei tanti personaggi illustri che hanno infiocchettato  la cornice della descrizione di questo orgoglioso e indomabile territorio, come il carattere e la personalità dei suoi abitanti, sinceri e genuini come i prodotti di questa meravigliosa terra (olio, vino, pane, latte e suoi derivati).
Michele Nuzzi è nato e vive a Santeramo in Colle (Bari).

La sua collaborazione con lo storico periodico locale Partecipare gli ha consentito l’iscrizione, come pubblicista, all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.


 

RECENSIONE AL LIBRO DI MICHELE NUZZI

Personaggi di Santeramo, la mia terra ed io,
Michele Nuzzi Self-Publishing, 2018

La scelta di Michele Nuzzi di raccontarsi traendo ispirazione dagli incontri significativi vissuti nella terra originaria della sua vita è particolarmente interessante.

Egli riesce in tal modo a dirci che ciascuno di noi è un filo del lavoro a maglia formato dalle costruzioni di altri che sono a loro volta i fili del nostro lavoro a maglia e la nostra identità personale riesce a maturare e  a incrementarsi in consapevolezza fintanto che gli altri “giocano” il ruolo di conferma che ci si aspetta da loro.

L’autore cerca di rintracciare, scoprire e farci conoscere in ciascuno dei numerosi e diversificati personaggi con i quali è riuscito a stabilire un contatto positivo, anche quando il personaggio è ripescato in un tempo anteriore rispetto alla sua vita, l’importanza che ha avuto direttamente e indirettamente nella sua esperienza individuandovi una o più ragioni che hanno influito sulla sua crescita personale e/o professionale.

Il suo atteggiamento è sempre positivo senza tuttavia lasciarsi prendere da facili e banali adulazioni, ma sempre con una tensione di ricerca e un’attenzione pronta a valorizzare la dimensione biografica del personaggio in termini di dono che gliene derivava dal contatto fisico, morale, etico e culturale talora anche in termini di vero e proprio apprendimento per la vita e per la professione.

Piace, nella lettura delle poco più di cento pagine che compongono il volume, il tono modesto con il quale egli si accosta ai personaggi che hanno attraversato la sua vita fino a questo momento.

Il movente autobiografico che a mó di ritornello percorre le composizioni sinfoniche costituite dai vari personaggi, dà conto di un percorso di vita vissuto all’insegna della fatica con la quale l’autore ha superato le varie tappe mostrando che la ricostruzione autobiografica che egli realizza è la dimostrazione ed un esempio della tenacia, della ricerca di un riscatto da una condizione di difficoltà materiale, morale, culturale e professionale nella quale si è trovato all’inizio della sua vita e l’assunzione di consapevolezza di un cammino per niente agevole, ma percorso con determinazione e con la volontà di riuscire a tirarsi fuori proprio facendo riferimento alle magnifiche persone con le quali ha saputo stabilire relazioni sapienti, generose, qualificate dall’onestà e dalla capacità di cogliere l’esempio, il suggerimento vitale e mai approfittando in maniera maliziosa.

Il linguaggio scorrevole, pulito e avvincente rende piacevole la lettura.

Vito Antonio Baldassarre