Bruciata la pineta del Santissimo

Lug 6, 2017 by

Ancora incendi in territorio di Santeramo, come in tutta la Puglia e nel resto d’Italia. Oramai il bollettino di guerra è così lungo che si fa fatica a star dietro a tutte le chiamate che arrivano numerose quasi ogni giorno.
I Vigili del fuoco, che ora devono occuparsi anche degli incendi boschivi, e i volontari della Protezione Civile (Pubblica Assistenza A.R.M. Santeramo) cercano di far fronte all’emergenza incendi che puntuale, si ripropone all’arrivo della stagione estiva.
L’ultimo poderoso incendio che ha interessato il nostro patrimonio ambientale è quello di giovedì 6 luglio che ha coinvolto la pineta del “Santissimo Sacramento” in via Alessandriello, di fronte alla cava Giampetruzzi.
Il fuoco è stato appiccato in tarda mattinata, intorno alle ore 12.00, perché le prime segnalazioni sono arrivate ai Vigili del fuoco e ai volontari della Protezione Civile intorno alle 12.30-13.00.



Ettari di pineta sono andati distrutti ma anche parte della murgia situata a monte.
I Vigili del fuoco intervenuti ci riferiscono che hanno avuto difficoltà a muoversi sulle stradine interne e che non sono riusciti a raggiungere l’interno dell’area incendiata con i mezzi e con l’acqua per la presenza di rami secchi caduti per l’abbondante nevicata invernale e non rimossi. Non potendo portare l’acqua all’interno con i mezzi, ben poco hanno potuto fare muovendosi a piedi.


La mancata manutenzione delle strade, che è di competenza della Regione Puglia, ha sicuramente contribuito alla perdita di alberi e habitat che potevano essere salvati.
A diffondere l’incendio sicuramente doloso (l’autocombustione lo ricordiamo è un caso estremamente raro) hanno poi contribuito il caldo ed il vento di queste giornate.


Ma chi ha interesse a distruggere il nostro verde ormai così esiguo e ripetutamente deturpato e violentato?
Le voci che corrono sono sempre le stesse e riguardano: possibili ripicche da parte di chi, lavorando nel settore, non è ancora stato assunto definitivamente; interessi, da parte di chi lavora stagionalmente, a ricevere chiamate al lavoro; addirittura incentivi e finanziamenti che arriverebbero per il rimboschimento ed il ripristino dei luoghi…
Siamo ormai in un clima di follia tale che ognuna di queste ipotesi appare plausibile.

La riforma Renzi e lo smantellamento del Corpo Forestale altro non hanno fatto che aggravare una situazione già al limite dell’assurdo, aumentando la mole di lavoro dei Vigli del fuoco che oltre a far fronte agli incendi  e alle emergenze cittadine ora devono occuparsi anche degli incendi boschivi.
Oltre a questa mancanza di organizzazione dovuta al riassetto degli organi competenti c’è un’altra grave assenza: quella della prevenzione.
Quali sono le azioni concrete, oltre ai divieti e alle sanzioni, che i nostri amministratori locali, regionali, nazionali intendono mettere in campo in questa battaglia agguerrita contro piromani incalliti e distruttori interessati?

 

La Redazione

 

 

Le foto del servizio sono della Redazione – © Tutti i diritti riservati

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